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DIRITTO ALLA CURA, TERAPIE E RICERCHE

Qual’è il tipo di terapia attualmente prescritta per il trattamento dell’infezione da Hiv?
Oggi viene praticata la cosiddetta terapia di combinazione (nota anche con la sigla HAART), ovvero l’utilizzo di almeno tre farmaci antiretrovirali capaci cioè di inibire con differenti modalità la replicazione dell’Hiv.

Le terapie guariscono dall’infezione da Hiv?
No, le terapie di combinazione non guariscono l’infezione da Hiv e non permettono di tornare ad essere Hiv negativi.
Esse, impedendo la replicazione del virus, determinano una riduzione della quantità di virus nell’organismo, prevenendo in tal modo i danni che il virus rischia di causare. Nella maggior parte dei casi la terapia combinata migliora lo stato di salute generale delle persone sieropositive, riduce il rischio di ammalarsi, allunga di molto le aspettative di vita. In ogni caso la risposta ai farmaci è individuale, e i risultati conseguiti dalla stessa terapia possono essere diversi da persona a persona.

Cosa comporta seguire una terapia di combinazione?
I farmaci sono efficaci solo se assunti correttamente: l’aderenza alle terapie comporta un notevole impegno per chi le segue, perché prevede l’assunzione di diversi farmaci al giorno, ad orari precisi e con una alimentazione adeguata.

Quali sono i fattori importanti per il successo di una terapia di combinazione?

Il grado di adesione alle terapie (definito compliance) è individuale, ovvero varia da persona a persona, anche se si assumono le stesse combinazioni di farmaci. È importante dunque consultare il proprio medico, e impegnarsi per instaurare un rapporto utile a individuare insieme quei fattori e quei comportamenti basilari per una migliore compliance alla terapia. In particolare è importante collaborare con il proprio medico al fine di individuare il momento adatto per iniziare una terapia, oppure eventuali interruzioni della terapia stessa; assumere la terapia secondo la posologia e le indicazioni alimentari adeguate, scegliere uno stile di vita in sintonia con le proprie esigenze e con il proprio modo di essere così da facilitare il successo della terapia.
È dunque fondamentale costruire una relazione di fiducia con il proprio medico, che permetta di raccontare le proprie esperienze, qualsiasi esse siano, senza timore e imbarazzo; ed è anche importante documentarsi sulle novità inerenti le terapie e i nuovi farmaci disponibili, anche attraverso altre fonti di informazione (associazioni, siti istituzionali e scientifici, gruppi auto aiuto, ecc.).

Quando è opportuno iniziare la terapia?

La decisione è personale. Quello che si decide dovrà basarsi su ciò che il medico curante consiglia di fare, sul proprio stato di salute, e su quello che si preferisce fare. In molte occasioni, imparare dalle esperienze di altre persone Hiv sieropositive può essere utile a fare chiarezza nei propri pensieri e nei propri sentimenti rispetto ad iniziare o meno una terapia. Esistono delle Linee Guida, elaborate dalla Commissione Nazionale Aids del Ministero della Sanità che, sulla base dei valori degli esami di laboratorio che riflettono lo stato delle difese immunitarie, danno indicazioni su quando e come iniziare la terapia.

Si può essere obbligati ad assumere terapie?
Assolutamente no. Il consenso ad un trattamento terapeutico o a sperimentazioni può essere dato solo dopo aver ricevuto tutte le informazioni necessarie a garantire che la scelta sia fatta in modo consapevole (consenso informato).

Quando si segue la terapia è importante praticare sesso sicuro?
Sì. La persona in terapia, anche se grazie ai farmaci ha una carica virale bassa, può comunque trasmettere ad altri il virus durante rapporti sessuali non protetti. È perciò importantissimo praticare sesso protetto e sicuro durante la terapia.
Ed è importantissimo praticare sesso protetto e sicuro utilizzando il profilattico anche tra partner entrambi sieropositivi, per evitare la trasmissione di virus resistenti, ovvero un ceppo di virus che può replicarsi e trasformarsi tanto da non essere più riconoscibile dal farmaco rendendo inefficace la terapia.

Oltre alle terapie di combinazione, quali altre terapie sono disponibili?
Sono allo studio farmaci più efficaci e più tollerabili, sempre diretti contro il virus ma con differenti modalità, e altri farmaci non direttamente rivolti contro il virus ma tesi a stimolare e potenziare il sistema immunitario. Inoltre può essere utile integrare le terapie tradizionali con le cosiddette terapie complementari, ovvero non convenzionali. Le più utilizzate: vitamine e minerali, integratori alimentari, tecniche di rilassamento e di meditazione, omeopatia, massaggi, agopuntura, yoga. Usate in modo complementare alle terapie farmacologiche, possono aiutare a contenerne gli effetti collaterali, e più in generale a migliorare il proprio benessere psicofisico.

Esiste un vaccino contro l’Aids?
No, per il momento non esiste un vaccino in grado di evitare l’infezione da Hiv per le persone che vengono in contatto con il virus. Tuttavia in tutto il mondo sono in corso ricerche e sperimentazioni che valutano l’efficacia di vaccini sia a scopo preventivo che terapeutico (cioè con l’obiettivo di stabilizzare l’infezione in chi è già sieropositivo).
 
 
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