Quante sono le persone con Hiv nel mondo?
Secondo le stime realizzate dall’UNAIDS e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (rapporto 2008), alla fine del 2007 sono circa 33 milioni le persone con Hiv nel mondo. Solo nel 2007 sono state stimate 2,7 milioni di nuove infezioni e 2 milioni di decessi per Aids (25 milioni dall’inizio dell’epidemia).
L’epidemia è in crescita o in diminuzione?
Dal 2000 la percentuale mondiale di persone viventi con Hiv si è stabilizzata, ma il numero globale di persone HIV sieropositive è regolarmente aumentato in quanto ogni anno vi sono nuove infezioni, i trattamenti antiretrovirali prolungano la vita e le nuove infezioni continuano a superare il numero di decessi dovuti all’Aids.
Ci sono differenze tra le diverse zone del mondo?
Più del 95% delle persone con Hiv attualmente vive nei paesi in via di sviluppo ed è proprio in questi paesi che si è verificato nel corso degli anni il 90% di tutte le morti di Aids, la maggior parte tra i giovani adulti nel pieno della loro attività produttiva e riproduttiva.
Quali sono le zone più colpite?
La regione più drammaticamente colpita dall’epidemia è la zona dell’Africa subsahariana che rappresenta il 67% del totale delle persone che vivono con l’Hiv e il 90% del totale dei bambini che vivono con l’Hiv; qui si concentra il 75% dei decessi per Aids e si contano più di 12 milioni di bambini rimasti orfani a causa dell’Aids.
Tuttavia l’attenzione è puntata anche sul continente asiatico (nel 2007: 5 milioni di persone Hiv sieropositive; 380.000 nuove infezioni) e l’Europa orientale dove si sono registrate buona parte delle nuove infezioni.
Qual’è la situazione in Nord America e nell’Europa Occidentale?
In Nord America ed Europa Occidentale, grazie alle nuove terapie, i decessi per Aids si sono significativamente ridotti. Dal momento però che a un prolungamento della vita, grazie ai nuovi farmaci antiretrovirali, non è seguita una modifica dei comportamenti a rischio e, anzi, in alcuni paesi si è addirittura abbassata la guardia, il numero delle persone che contraggono l’infezione è stabile negli USA e addirittura in crescita in Europa occidentale.
Negli Stati Uniti vivono 1,2 milioni di persone con l’Hiv contro gli 800.000 dell’Europa occidentale e orientale; nel loro insieme queste regioni hanno avuto 81.000 nuove infezioni e 31.000 decessi per Aids nel corso del 2007.
Quante sono le nuove diagnosi di Aids in Italia?
I dati italiani sono pubblicati periodicamente sul Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità. Dalla metà degli anni ‘90 ad oggi i casi di Aids sono calati costantemente: si è passati dai 5050 del 1996, ai 2114 del ’99, fino a giungere ai 1238 nel 2008 (di cui solo 977 si riferiscono al 2008, gli altri sono di anni precedenti ma notificati in ritardo). Questo fenomeno è dovuto in gran parte all’introduzione delle nuove terapie che consentono di ritardare il decorso dello stato di sieropositività verso a fase conclamata della malattia. Le regioni più colpite restano la Lombardia e il Lazio.
Per quanto riguarda invece il numero di persone Hiv sieropositive le stime si aggirano intorno ai 150.000 individui (2008).
Quanti sono i decessi in Italia? Sono diminuiti o aumentati?
Anche il numero dei decessi risulta diminuito rispetto agli anni precedenti: 2326 nel 1996, 1071 nel 1997, 477 nel 1999 e 202 nel 2008. Anche in questo caso il fenomeno è da attribuire in gran parte alle novità terapeutiche intervenute a metà degli anni 90.
Quali fattori influenzano l’andamento dell’epidemia da Hiv nel mondo?
L’epidemia da Hiv si è diffusa in maniera differente nelle varie parti del mondo. Diversi fattori ne influenzano l’andamento. In primo luogo lo stato spesso disastroso dei servizi sanitari dei paesi più poveri e la bassissima qualità della vita di gran parte della popolazione. Rilevanti sono inoltre la scarsa attenzione e le scarse risorse poste sui fronti dell’informazione, della prevenzione, della cultura delle popolazioni e dei target più colpiti, nonché i tabù che colpiscono i discorsi sulla sessualità e l’uso del preservativo, che in ogni caso, in molti paesi poveri, resta un lusso.