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PROGETTI>tossicodipendenza
 

Progetto Unità di Strada per Tossicodipendenti

>> Il progetto
>> Riferimento e modelli teorici di base
>> Empowerment
>> Obiettivi e soggetti coinvolti
>> Metodo d'intervento, risorse
>> Alcuni dati


Il progetto
Il progetto è finanziato dalla Regione Emilia Romagna, Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Piacenza, SerT dell’Ausl di Piacenza e realizzato in collaborazione con Lila sede di Piacenza, l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Piacenza, ed inserito nei Piani di Zona Distrettuali del Comune di Piacenza  (L. 328/2000 e L.R. 2/2003).
Valutazione e monitoraggio del progetto sono a cura di Lila Piacenza, Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Piacenza, SerT dell’Ausl di Piacenza.
Il progetto è attivo dal 1997 in convenzione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Piacenza, ed è stato nuovamente finanziato sino al 31 ottobre 2006. Coordinatrice/referente per Lila Piacenza: Elena PratiL’intervento è rivolto al fenomeno della tossicodipendenza, in particolare  si propone di intervenire su quei fattori di rischio strettamente correlati all’uso di sostanze per via iniettiva, che possono causare notevoli danni alla salute e portare al decesso delle persone coinvolte, ed a una condizione di grave esclusione sociale
Tra i principali fattori di rischio si evidenziano:
  • la trasmissione di HIV/AIDS e di altre patologie invalidanti collegate all’uso di sostanze e alle modalità di assunzione
  • le overdose mortali
  • la presenza di minori che usano/ abusano già di sostanze e che hanno sviluppato o stanno per sviluppare una dipendenza
  • la presenza di consumatori saltuari che non frequentano i servizi per paura della visibilità sociale
  • la presenza di consumatori quotidiani con difficoltà a dare continuità ai propri impegni e quindi con problemi di relazione
  • la presenza di tossicodipendenti di strada, senza punti di riferimento, spesso oggetto di discriminazioni, con storie fallimentari di progetti di recupero
  • la presenza di tossicodipendenti che abusano di vari tipi di sostanze che li porta ad un distacco dalla realtà
  • la presenza di persone sieropositive, multiproblematiche che vivono in uno stato di grave emarginazione

Il numero di persone che si rivolgono al servizio di Unità Mobile in un anno è di c.ca 160, mentre sul territorio di Piacenza e Provincia il numero di persone in carico ai SerT per problemi di dipendenza da sostanze è di 503 di cui 415 uomini e 88 donne.
L’intervento intende modificare quei comportamenti a rischio per la salute e la vita delle persone coinvolte nel fenomeno, tramite una serie di azioni supportate dall’esperienza decennale di attività di strada  e di riduzione del danno della LILA, che hanno prodotto una riduzione notevole della trasmissione del virus HIV nella popolazione che ha sviluppato una o più dipendenze,la riduzione della mortalità da overdose, ed un miglioramento della qualità della vita in termini di relazioni sociali e supporto alla propria autostima.
L’Intervento si svolge tramite Unità Mobile della LILA situata nella zona antistante la stazione ferroviaria e quella prossima dei Giardini Margherita, la quale è solitamente frequentata da un numero consistente di persone tossicodipendenti che in quei luoghi interagiscono, transitano, si aggregano.
Queste persone sono residenti in città, nei comuni del distretto, o provenienti da comuni più o meno vicini, talvolta sono senza fisa dimora. Tra essi vi sono anche minori e spesso agiscono comportamenti a rischio.
Il lavoro portato avanti in questi anni ha evidenziato la presenza di gravi situazioni di disagio e solitudine.
La zona della stazione per una serie di motivi (la presenza di persone tossicodipendenti, di stranieri, il traffico stradale, prostituzione maschile e femminile ) è tra le zone della città dove si registra un alto livello di insicurezza e tensione sociale.


Riferimenti e modelli teorici di base
L’OMS e la C.E. da tempo hanno promosso e sostenuto l’avvio di progetti di prevenzione dell’HIV/AIDS, basati sulla riduzione del danno attraverso l’utilizzo di Unità di Strada. In Italia l’evoluzione del fenomeno e la diffusione dell’AIDS è collegato in modo rilevante all’abuso di sostanze: tra i soggetti colpiti in maggior misura da tale problema sono i tossicodipendenti.
La LILA, a Piacenza come in tutta Italia, ha acquisito notevoli esperienze in questo settore, operando a livello di volontariato ed in convenzione con i Servizi Sanitari e Sociali del territorio per interventi di strada a favore di persone tossicodipendenti.
I modelli di intervento utilizzati sono quelli della riduzione del danno che possiamo così sintetizzare:
Fino a un recente passato, l’intervento delle istituzioni  e degli operatori ha privilegiato i tossicodipendenti intenzionati a cessare immediatamente e completamente l’assunzione di droghe e, conseguentemente, i percorsi terapeutici con queste finalità. Lentamente si è fatta però strada la tendenza ad allargare la disponibilità dell’intervento ai tossicodipendenti non ancora in grado di porre il problema in questi termini. Questa apertura assume sempre e comunque come centrale la persona, della quale si accettano fino in fondo le difficoltà, facendosene carico anche quando le premesse sembrano molto lontane da quelle degli operatori.
Nei Principi Generali delle “Linee guida” pubblicate in occasione della III Conferenza nazionale sulle Tossicodipendenze, alla fine degli anni novanta, si evidenziano in maniera netta questi concetti:

  • Al centro dell’interesse dei servizi deve esserci la persona, qualunque sia la sua condizione, la sua richiesta di aiuto ( se il servizio è impossibilitato indirizzandola ad un servizio più idoneo), la sua disponibilità all’intervento.
  • L’obiettivo generale di qualunque intervento è sempre la tutela e il ripristino della salute dell’individuo aiutandolo ad attuare uno stile di vita e di comportamenti meno rischiosi.
  • Il lavoro dei servizi non può essere basato su giudizi morali, ma su elementi tecnico-scientifici e sui bisogni e le difficoltà della persona.
  • Ogni tossicodipendente ha il diritto a ricevere assistenza su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalla condizione e dalla residenza, e ad avere un trattamento personalizzato che tenga conto della storia personale, delle precedenti esperienze con e senza i servizi, degli obiettivi soggettivi e delle scelte di vita; gli obiettivi possibili vanno concordati e definiti con il paziente, gli interventi attuati devono essere chiaramente esplicitati. 

Empowerment
La teoria dell’empowerment intende collegare il benessere individuale al più ampio ambiente sociale e politico e sostiene che le persone hanno bisogno di occasioni per divenire attive nel prendere decisioni di comunità in modo da migliorare la propria vita.
I singoli partecipanti  possono sviluppare un senso di empowerment anche se prendono decisioni sbagliate, perché anche in questo modo sviluppano una profonda comprensione del processo decisionale e fiducia nella possibilità di influenzare le decisioni che interessano la loro vita e lavorano per fare riconoscere i loro interessi.
L’empowerment è una costruzione articolata su molti livelli che spinge a pensare in termini di promozione della salute, di autoaiuto e di definizioni ultime di competenza.
  • Una costruzione a livello individuale quando si ha a che fare con variabili intrapersonali e comportamentali.
  • Una costruzione a livello di organizzazioni quando si ha a che fare con la mobilitazione di risorse e occasioni di partecipazione.
  • Una costruzione a livello di comunità quando ci si riferisce a strutture socio-politiche e a mutamenti sociali.

Obiettivi, soggetti coinvolti
Gli obiettivi di progetto sono i seguenti:
  • prendere contatto con il maggior numero possibile di tossicodipendenti di strada, favorendo un approccio il più diretto possibile e riducendo il cosiddetto fenomeno del sommerso, con particolare attenzione a problematiche e comportamenti a rischio dei minori.
  • Agganciare, all’interno dei gruppi di tossicodipendenti, persone che svolgono un ruolo di “opinion leader” e che possono diventare a loro volta promotori di informazione e prevenzione
  • Fornire informazioni mirate alla riduzione dei danni che l’assunzione può provocare
  • Riduzione della catena di contagio tra popolazione specifica e popolazione generale
  • Facilitare e favorire il contatto con i servizi pubblici per le tossicodipendenze e i servizi Sanitari, in particolare i presidi preposti per l’accertamento dello stato sierologico, il counselling e la cura dell’infezione da HIV
  • Favorire e sviluppare comportamenti responsabili fra le persone tossicodipendenti e che si prostituiscono, anche attraverso la stimolazione alla partecipazione a gruppi di auto-aiuto, iniziative di “peer-education” e dinamiche aggregative
  • Favorire e sviluppare la riacquisizione da parte delle persone tossicodipendenti di consapevolezza e di un atteggiamento costruttivo nei confronti della propria persona e del proprio futuro
  • Sviluppare una cultura sul problema, riducendo pregiudizi di varia natura, mirata a creare atteggiamenti di tolleranza, responsabilizzazione e solidarietà
  • Fornire elementi informativi sulle vie di trasmissione al fine di ridurre comportamenti a rischio
  • Formazione ed aggiornamento dell’èquipe

Tra i destinatari finali dell’intervento rivestono particolare importanza: i nuovi opinion leader tra i gruppi di ragazzi più giovani che iniziano a frequentare la zona della stazione ferroviaria, opinion leader individuati tra le persone che utilizzano sostanze da diversi anni e che hanno un ruolo riconosciuto all’interno della popolazione tossicodipendente, persone che non hanno più la dipendenza da sostanze e che si sono inserite socialmente e lavorativamente nel territorio, ma che continuano a rivestire nella popolazione tossicodipendente un ruolo di leader.


Metodo di intervento, risorse
Le strategie e i metodi scelti per la realizzazione dell'intervento sono:

  • Utilizzo di un mezzo attrezzato ad unità mobile di servizio
  • Soste in orari e giorni stabiliti in un luogo concordato con i Servizi referenti del progetto e con  presenza degli operatori
  • Colloqui informativi individuali e di gruppo
  • Colloqui di aiuto e di informazione sui servizi socio – sanitari, invio accompagnamento agli stessi
  • Distribuzione di profilattici, siringhe e salviettine, acqua distillata, Kit salvavita, generi di conforto
  • Distribuzione di materiale informativo e igienico – sanitario con particolare attenzione allo scambio delle siringhe usate. Lo scambio di siringhe in particolare è ritenuto significativo in quanto: rende concreto il messaggio di prevenzione del progetto, favorendo il consolidamento della relazione, riproponendo il contatto fra operatori e tossicodipendenti, favorisce il superamento del comportamento a rischio
  • Distribuzione di materiale informativo riguardante prevenzione/trasmissione dell’HIV e malattie sessualmente trasmissibili
  • Distribuzione di Pronto Kit, contenenti tutto il materiale sterile e monouso per l’uso per via endovenosa di sostanze, realizzato da Regione Emilia Romagna e SerT di Ferrara

L’Unità di Strada appositamente attrezzata è operativa nella zona adiacente alla stazione ferroviaria (Giardini Margherita ) dove è già attiva da anni.
Sono previste 4 uscite settimanali dell’ Unità Mobile, della durata di 3 ore ciascuna.
Le uscite si effettuano dal Lunedì al Giovedì dalle 16 alle 19.


Alcuni dati:
Nel 2005 sono stati effettuati 1578 contatti, sono state distribuite 3346 siringhe, 1296 fiale di acqua distillata, 2282 profilattici, 46 fiale di Narcan, 87 lacci emostatici, 93 pronto kit
 
 
ORARI:
lunedì
16-19
martedì
14-16
mercoledì
10-12/16-19
giovedì
11,30-13/14-16
venerdì
16-19